UE-USA: Parlamento e Consiglio raggiungono un accordo provvisorio sui dazi
Sara Armella
Tatiana Salvi
Il 20 maggio il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio per attuare l’intesa con gli Stati Uniti. Le misure, che dovranno ora essere approvate dal Parlamento, sono volte a scongiurare la minaccia del Presidente Trump di imporre ulteriori dazi a partire dal 4 luglio.
Accordo commerciale UE-USA e le nuove misure di salvaguardia
Il 27 luglio 2025, a Turnberry, in Scozia, Unione europea e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo quadro che assicurava una tariffa massima del 15% per i prodotti europei esportati verso gli USA, oltre ad alcune importanti esenzioni, come quella prevista per il settore farmaceutico.
In cambio, l’Unione si è impegnata a eliminare i dazi applicabili alla maggior parte dei beni industriali statunitensi e a diversi prodotti agricoli non sensibili. Per alcune merci considerate essenziali o non disponibili sul mercato statunitense, inoltre, l’Accordo prevedeva un trattamento tariffario ulteriormente agevolato, fino all’azzeramento dei dazi, come nel caso del sughero, degli aeromobili e dei medicinali generici.
Nonostante gli impegni assunti in Scozia, l’Unione europea non ha immediatamente dato attuazione alla riduzione dei dazi promessa all’Amministrazione Trump. A seguito della sentenza della Corte Suprema americana, che ha dichiarato illegittime le tariffe IEEPA, l’incertezza e le nuove misure daziare imposte dagli Stati Uniti hanno rallentato ulteriormente il processo di approvazione delle misure UE.
A seguito della riapertura delle trattative con gli USA, tuttavia, il 20 maggio scorso, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio per attuare l’intesa con gli Stati Uniti.
Il pacchetto di misure, che sarà votato nella settimana del 15 giugno dalla plenaria, dovrebbe entrare in vigore prima del 4 luglio, data in cui Trump ha minacciato di aumentare i dazi sulle automobili europee, dall’attuale 15% al 25%. Il Presidente della Commissione per il Commercio Internazionale (INTA) del Parlamento europeo ha dichiarato di essere molto fiducioso e di aspettarsi che la maggioranza dei parlamentari esprima un voto positivo.
Nella proposta sono incluse importanti garanzie che consentirebbero a Bruxelles di sospendere le riduzioni tariffarie qualora le importazioni statunitensi danneggiassero l’industria europea. La Commissione europea, inoltre, potrà sospendere tali preferenze daziare qualora, entro la fine del 2026, gli Stati Uniti continuino ad applicare dazi superiori al 15% sui derivati dell’acciaio e dell’alluminio europei. Infine, l’accordo prevede una clausola di scadenza al 31 dicembre 2029.
La disciplina su acciaio, alluminio e derivati
Tra gli emendamenti più importanti dell’accordo provvisorio c’è la condizione che gli Stati Uniti limitino al 15% i dazi doganali su acciaio e alluminio, che attualmente scontano una tariffa del 50%, sulla base della sezione 232.
Dopo l’accordo raggiunto con l’UE la scorsa estate, gli Stati Uniti hanno ulteriormente ampliato l’elenco dei prodotti soggetti ai dazi previsti dalla Sezione 232, includendo anche i prodotti “derivati” (come motociclette e lavatrici), che colpiscono circa 400 prodotti industriali europei.
Si tratta di un profilo particolarmente sensibile del negoziato, oggetto di un intenso confronto tra le istituzioni europee. Nelle fasi iniziali, infatti, era stata prospettata una più incisiva clausola di sospensione, che avrebbe consentito all’Unione europea di revocare automaticamente le condizioni tariffarie preferenziali accordate agli esportatori statunitensi in caso di inosservanza degli impegni assunti da parte degli Stati Uniti. Il compromesso finale riflette, invece, un approccio più graduale.
La Commissione avrà il potere di sospendere le concessioni europee relative ai prodotti siderurgici e di alluminio destinati agli Stati Uniti se, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare un dazio superiore al 15%.
È stato concordato, inoltre, che la sospensione delle tariffe sarà temporaneaM attualmente, è stata prevista una “clausola di scadenza” (sunset clause) al 31 dicembre 2029, per consentire alle parti di riesaminare l’intesa all’esito delle elezioni presidenziali statunitensi del 2028.
In tale contesto, l’accordo rappresenta il punto di equilibrio tra due opposte esigenze emerse nel dibattito europeo: da un lato, la necessità di consolidare un rapporto commerciale stabile con gli Stati Uniti e prevenire nuove misure protezionistiche, dall’altro, l’esigenza di evitare concessioni unilaterali in assenza di adeguate garanzie reciproche.
Incertezza tariffaria
Il panorama tariffario, in cui si conclude tale accordo provvisorio, è in continua evoluzione e fortemente instabile. A partire da inizio 2026, infatti, l’imponente architettura protezionistica dell’Amministrazione Trump ha subito duri contrattacchi nei tribunali USA. A seguito della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 20 febbraio 2026, n. 24–1287, che ha dichiarato l’illegittimità dei dazi adottati ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), il quadro normativo è stato profondamente modificato. Il 24 febbraio, il Presidente Trump ha introdotto nuove tariffe con un’aliquota del 10% base della Section 122 del Trade Act, in sostituzione delle precedenti misure IEEPA.
Il 7 maggio 2026, tuttavia, la Corte di Commercio Internazionale degli Stati Uniti (CIT) ha dichiarato illegittimo anche il ricorso a tale base impositiva.
Nonostante i freni giudiziari, il Presidente Trump ha continuato a minacciare un inasprimento tariffario, intimando, il 1° maggio 2026, all’Unione europea l’applicazione di un dazio del 25% sulle automobili entro il 4 luglio, settore fondamentale dell’export europeo verso gli Stati Uniti, che vale circa 40 – 45 miliardi annui di esportazioni di autoveicoli e componenti dall’UE verso gli USA.