CBAM: la Commissione ENVI fa il punto sulla proposta di revisione del meccanismo
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Il 6 luglio 2026, la Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo (ENVI) europeo ha pubblicato un briefing sullo stato di avanzamento della proposta di modifica del Reg. UE 2023/956, presentata dalla Commissione europea il 17 dicembre 2025 e concernente l’estensione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) ai prodotti a valle (c.d. downstream) dei settori dell’alluminio e dell’acciaio, nonché l’introduzione di misure di contrasto all’elusione e la revisione della metodologia di calcolo delle emissioni incorporate nell’energia elettrica.
Attualmente il CBAM si applica a cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, energia elettrica e idrogeno. Se la proposta della Commissione europea del 17 dicembre 2025 prevedeva l’inclusione di circa 180 prodotti, la posizione adottata dalla Commissione ENVI del Parlamento europeo ne amplia ulteriormente la portata, estendendola a oltre 200 beni lavorati.
La proposta mira, inoltre, a rafforzare gli strumenti di contrasto alle pratiche elusive, includendo tra queste ultime anche la modifica artificiale delle catene di approvvigionamento finalizzata ad ottenere valori standard di emissione inferiori rispetto a quelli reali. Sono altresì previsti obblighi informativi più dettagliati sulla composizione dei prodotti, il rafforzamento dei controlli sulle emissioni dichiarate e nuove verifiche volte ad accertare la provenienza delle merci importate.
Particolarmente significativa è la posizione assunta dalla Commissione ENVI in relazione alla clausola di salvaguardia proposta dalla Commissione europea. Il testo originario prevedeva infatti una misura di emergenza che avrebbe consentito all’Unione europea di derogare temporaneamente agli obblighi CBAM per determinati prodotti, come i fertilizzanti, in presenza di circostanze eccezionali, quali gravi shock dei prezzi o crisi di mercato. Il Parlamento europeo ha tuttavia respinto tale impostazione, eliminando la possibilità di escludere temporaneamente le merci dall’ambito di applicazione del meccanismo e ritenendo che, anche in situazioni di emergenza, non debbano essere sospesi gli obblighi connessi al CBAM.
Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Comitato economico e sociale europeo hanno espresso sostegno al rafforzamento del meccanismo, pur sottolineando la necessità di preservare la competitività delle imprese.
Permangono, tuttavia, posizioni critiche. Copa-Cogeca, l’organizzazione che rappresenta agricoltori e cooperative agricole europee, ha evidenziato che l’eliminazione della clausola lascia le aziende agricole pienamente esposte ai costi aggiuntivi del CBAM, in un momento di crescente instabilità geopolitica e da un forte volatilità dei mercati dei fertilizzanti. Al contrario, la decisione della Commissione ENVI si allinea alla posizione assunta da alcune associazioni rappresentative delle imprese attive nei settori dell’idrogeno pulito, dell’ammoniaca, dell’acciaio e dei fertilizzanti, le quali, rispetto alla precedente proposta della Commissione europea, avevano chiesto l’eliminazione dell’articolo 27a del Reg. 2023/956, ritenendo che potesse compromettere la fiducia degli operatori economici e scoraggiare gli investimenti nella decarbonizzazione.