CBAM: il Parlamento europeo fa il punto sulla proposta di revisione del meccanismo

CBAM: il Parlamento europeo fa il punto sulla proposta di revisione del meccanismo

Studio legale Armella & Associati

Il 6 luglio 2026, il Parlamento europeo ha pubblicato un briefing sullo stato di avanzamento della proposta di modifica del Reg. UE 2023/956, presentata dalla Commissione europea il 17 dicembre 2025 e concernente l’estensione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) ai prodotti a valle (c.d. downstream) dei settori dell’alluminio e dell’acciaio, nonché l’introduzione di misure di contrasto all’elusione e la revisione della metodologia di calcolo delle emissioni incorporate nell’energia elettrica.

Attualmente il CBAM si applica a cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, energia elettrica e idrogeno. La Commissione europea ha proposto di includere circa 180 nuovi prodotti downstream, prevalentemente componenti industriali ad alto contenuto di acciaio e alluminio, ma anche alcuni beni di consumo, quali le lavatrici.

La proposta mira, inoltre, a rafforzare gli strumenti di contrasto alle pratiche elusive, includendo tra queste ultime anche la modifica artificiale delle catene di approvvigionamento finalizzata ad ottenere valori standard di emissione inferiori rispetto a quelli reali. Sono altresì previsti obblighi informativi più dettagliati sulla composizione dei prodotti, il rafforzamento dei controlli sulle emissioni dichiarate e nuove verifiche volte ad accertare la provenienza delle merci importate.

Tra le modifiche di maggiore rilievo si segnala l’introduzione del nuovo articolo 27a, che attribuirebbe alla Commissione UE il compito di monitorare l’impatto del CBAM sul mercato interno unionale. Qualora la Commissione accerti che l’inclusione di un determinato bene nell’allegato I del Regolamento possa determinare gravi effetti sul mercato interno, la stessa potrà adottare atti delegati diretti a rimuovere temporaneamente tale bene dall’ambito di applicazione del CBAM fino al venir meno delle predette circostanze.

La disposizione prevede, inoltre, che tale rimozione possa produrre effetti retroattivi, consentendo ai dichiaranti CBAM autorizzati di ottenere il rimborso del prezzo dei certificati CBAM eventualmente già acquistati.

Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Comitato economico e sociale europeo hanno espresso sostegno al rafforzamento del meccanismo, pur sottolineando la necessità di preservare la competitività delle imprese.

Permangono, tuttavia, posizioni critiche. In occasione della pubblicazione della proposta, Carbon Market Watch ha osservato che il sostegno inizialmente espresso dall’industria nei confronti del CBAM si è progressivamente affievolito con la prospettiva della graduale eliminazione delle quote gratuite dell’EU ETS. Parallelamente, alcune associazioni rappresentative delle imprese attive nei settori dell’idrogeno pulito, dell’ammoniaca, dell’acciaio e dei fertilizzanti hanno chiesto l’eliminazione dell’articolo 27a del Reg. 2023/956, ritenendo che possa compromettere la fiducia degli operatori economici e scoraggiare gli investimenti nella decarbonizzazione.

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