Low-Value Imports: EU Controls Amid National Performance and New Challenges

Importazioni di modico valore: i controlli UE tra performance nazionali e nuove sfide

di Studio legale Armella & Associati

La Commissione UE ha pubblicato la “Relazione sui controlli relativi ai prodotti che entrano nel mercato dell’UE” per il 2025. Il documento evidenzia alcune criticità connesse ai prodotti provenienti dall’e-commerce immessi nel territorio dell’Unione, oltre a significative differenze nei livelli di efficacia dei controlli effettuati dai singoli Stati membri. La Relazione segnala una performance negativa per l’Italia, che ha impedito lo sdoganamento di meno di due articoli per milione.

Tendenziale miglioramento delle attività di controllo svolte dalle Autorità doganali se considerate nel loro insieme, ma ancora eccessivo il divario tra le performance dei singoli Stati membri. È questo in sintesi il giudizio espresso dalla Commissione europea nella “Relazione sui controlli relativi ai prodotti che entrano nel mercato dell’UE” del 20 luglio 2026, relativa ai controlli doganali effettuati nel 2025.

Il report evidenzia come il numero totale di articoli sdoganati, presentati con modulo H1, H6 e H7, sia aumento del 298% tra il 2025 (circa 6 miliardi) e il 2022 (1,5 miliardi). Gran parte di queste dichiarazioni riguardano beni di modico valore (modulo H7), che nello stesso periodo sono aumentate di 5 volte (+405%), raggiungendo quasi le 5,5 miliardi di dichiarazioni processate.

Parallelamente, è stato registrato un miglioramento nel tasso di individuazione di prodotti non conformi, che raggiunge i 2,1 articoli su 1 milione sdoganati, il miglior dato nel quadriennio 2022-2025.

Il report individua, tuttavia, un gruppo di Stati che hanno registrato performance negative durante i controlli. Tra questi è presente l’Italia che, assieme a Ungheria, Repubblica Ceca e Finlandia, nel 2025 ha “rifiutato” meno di 2 articoli per milione, rispetto ai 10 su un milione della media UE. Un dato che si traduce in un “rifiuto” ogni 671.906 articoli sdoganati. Spiccano, per le loro performance positive, invece, l’Austria (1 “rifiuto” ogni 5.146 unità sdoganate) e la Slovenia (1 “rifiuto” ogni 5.717 unità sdoganate).

Da notare che la Finlandia sospende un numero estremamente elevato di articoli, ma solo 1,4 su un milione sono rifiutati. La Repubblica Ceca e l’Italia registrano lo stesso grado di insufficienza, ma la loro situazione è diversa, in quanto effettuano un numero di sospensioni molto meno elevato.

Il report smentisce, pertanto, le critiche mosse all’Autorità doganale italiana riguardanti l’eccessivo rigore nelle verifiche sui beni prima dell’ingresso nel mercato europeo.

La Commissione UE agirà di conseguenza, rafforzando il dialogo con tali Stati, per allineare le loro prestazioni alla media UE (1 rifiuto ogni 102.591 unità sdoganate) entro la fine del 2026.

I problemi collegati alla vendita di prodotti online

A fronte del vertiginoso aumento di acquisti effettuati su piattaforme di e-commerce nel 2025, la Commissione UE ha attivato una “Area di Controllo Prioritaria (PCA)”, un meccanismo per coordinare i controlli tra le autorità doganali, le autorità di vigilanza del mercato (MSA) e le autorità per la sicurezza alimentare (FSA), su categorie di prodotti mirate.

Tale progetto ha fatto emergere che oltre il 50% dei giocattoli e dei piccoli dispositivi elettronici non è conforme alla normativa UE di riferimento e che l’84% risulta “pericoloso”. Anche gran parte dei prodotti cosmetici (65%), dei dispositivi di protezione individuale e sugli integratori alimentari (60%) è risultato non conforme agli standard di sicurezza imposti dall’Unione.

Un dato particolarmente allarmante, in quanto tali beni, una volta sdoganati, finiscono direttamente nella disponibilità dei consumatori.

In quest’ottica le istituzioni UE hanno deciso di anticipare alcune misure volte a regolamentare i flussi di beni in entrata nel territorio europeo e a responsabilizzare i consumatori unionali. Il 1° luglio 2026 è stata abolita la franchigia dai dazi e dall’Iva per le spedizioni extra-UE di valore inferiore ai 150 euro ed è entrato in vigore il nuovo dazio forfettario di 3 euro, che si applica ad ogni articolo, appartenente a una diversa categoria merceologica, parte di una spedizione di valore unitario sotto soglia.

Il 1° novembre è prevista, invece, l’entrata in vigore della nuova commissione di gestione europea, un contributo amministrativo previsto per coprire i costi di sdoganamento delle merci importate tramite e-commerce da Paesi extra-UE.

Non mancano misure volte a verificare la conformità dei prodotti agli standard UE, come il “passaporto digitale di prodotto” (DPP) (art. 9 reg. Ue 2024/1781), che sarà applicato a partire dal 18 febbraio 2027. Tale documento digitale conterrà informazioni sull’origine, le opzioni di riutilizzo, le istruzioni per l’uso o la conformità normativa. IL DPP aumenterà la trasparenza delle catene di approvvigionamento e aiuterà i consumatori a compiere scelte informate.

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