Export USA: al via l’obbligo dei certificati digitali e controlli preventivi
Studio Legale Armella & Associati
A partire dall’8 luglio 2026, cambiano le regole procedurali per esportare merci verso gli USA. La Consumer Product Safety Commission (CPSC), l’ente federale americano preposto alla sicurezza dei prodotti di consumo, ha disposto una nuova procedura obbligatoria per la trasmissione elettronica dei certificati di conformità a leggi, regolamenti o standard tecnici, per i beni destinati al mercato americano, interamente gestita attraverso il portale doganale statunitense ACE, nell’ambito del sistema denominato eFiling.
Per preparare le aziende italiane a comprendere gli adempimenti derivanti dall’attivazione del nuovo sistema di trasmissione documentale, lo Studio Legale Armella & Associati invita tutti i lettori al Webinar “Esportare negli USA dopo l’8 luglio 2026”. L’incontro si terrà online il 14 luglio 2026, dalle ore 11.00 alle ore 12:00. Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina dedicata di ARcom Formazione.
L’obiettivo della nuova procedura è consentire alle autorità doganali americane di verificare preventivamente, in formato digitale, che i prodotti importati rispettino gli standard di sicurezza previsti dalla normativa statunitense, riducendo il rischio di immissione sul mercato di merci non conformi, quindi pericolose. A seconda della tipologia di prodotto, sarà necessario trasmettere uno dei seguenti documenti: Children’s Product Certificate (CPC), richiesto per prodotti destinati ai bambini (giocattoli, passeggini, seggiolini, abbigliamento, gioielli per bambini, articoli per l’infanzia); General Certificate of Conformity (GCC), richiesto per i beni di consumo destinati al pubblico.
La nuova procedura interessa circa 600 codici HTS (Harmonized Tariff Schedule) e si applica a tutte le spedizioni dirette negli USA, indipendentemente dal valore della merce o dalla natura del destinatario. Sono dunque coinvolte spedizioni B2B verso distributori e aziende, vendite e-commerce B2C, operazioni marketplace e campionature commerciali.
Le aziende sono chiamate ad agire su più fronti: verificare la classificazione doganale dei propri prodotti, controllare le certificazioni disponibili e coordinarsi con l’importatore statunitense. Sul piano operativo, la procedura prevede la creazione di un profilo aziendale sul portale CPSC, la registrazione dell’organizzazione nel sistema telematico, l’inserimento dei prodotti nel database con indicazione dei regolamenti applicabili, l’esecuzione dei test di conformità (obbligatoriamente presso laboratori terzi accreditati CPSC per i prodotti per bambini) e il caricamento digitale dei certificati prima dell’arrivo della merce in dogana. Tra i dati richiesti figurano: product ID, citation codes, riferimenti normativi specifici, data e luogo di fabbricazione, risultati dei test e dati identificativi del laboratorio.
In assenza della documentazione richiesta, gli esportatori potranno incorrere in ritardi nelle operazioni di sdoganamento, controlli supplementari, costi amministrativi aggiuntivi e il blocco temporaneo delle merci, oltre al rischio di ricevere un diniego d’ingresso in caso di mancata trasmissione dei certificati richiesti.