La Commissione europea avvia un’indagine antidumping sulle importazioni di anatra dalla Cina
Studio Legale Armella & Associati
La Commissione europea ha avviato una nuova indagine antidumping sulle importazioni di “carne d’anatra di Pechino” (anatra Pekin), di origine cinese. La denuncia è stata depositata da 5 produttori europei che lamentano un significativo aumento di tale prodotto sul mercato unionale a prezzi di potenziale dumping, con conseguente erosione delle quote di mercato da questi detenute. Secondo i denuncianti l’origine di tale fenomeno sarebbe imputabile ai continui sussidi statali stanziati dal Governo cinese a partire dal quattordicesimo piano quinquennale per la modernizzazione dell’agricoltura.
I numeri del mercato dell’anatra restano comunque contenuti rispetto al totale degli scambi: nel 2025 il mercato europeo dell’anatra valeva circa 800 milioni di euro, e un quarto (circa 199 milioni) sono coperti da importazioni cinesi. A livello globale, invece, secondo i dati riportati dalla FAO, la Cina produce quasi 4,8 dei 5 milioni di tonnellate di anatra.
L’inchiesta ha, tuttavia, un importante valore simbolico. La decisione da parte della Commissione europea arriva in seguito ai colloqui tra il Commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič e il ministro cinese del commercio, che avevano tentato di allentare le tensioni tra le parti.
Con la pubblicazione dell’avviso, ha inizio l’istruttoria della Commissione europea, che dovrebbe durare circa un anno e coinvolgere un campione di produttori cinesi di anatra di Pechino, per determinare il margine di dumping. I produttori non coinvolti dall’indagine della Commissione potranno collaborare per vedersi riconoscere un eventuale dazio antidumping agevolato.