Accordo UE-Mercosur: opportunità per le aziende italiane

Accordo UE-Mercosur: opportunità per le aziende italiane

di Sara Armella e Tatiana Salvi

Il 9 gennaio 2026, dopo oltre 25 anni di trattative, la maggioranza degli Stati membri dell’Unione, tra cui l’Italia, si è espressa a favore della firma dell’Accordo di libero scambio con i Paesi Mercosur.

Con circa 270 milioni di abitanti e una dimensione economica tale da collocarlo al sesto posto tra le economie mondiali, il Mercosur rappresenta il decimo partner commerciale dell’Unione europea. Nel 2024 il valore degli scambi commerciali tra UE e Mercosur ha superato i 111 miliardi di euro, con esportazioni europee verso i Paesi del Mercosur pari a circa 55,2 miliardi di euro per i beni e 29,3 miliardi per i servizi. Negli ultimi 10 anni le esportazioni europee sono aumentate del 25%, scontrandosi però con dazi elevati sui settori chiave dell’export: 35% per automobili, 14–20% per macchinari ed elettrodomestici, 14% per farmaci e 35% per tessili e calzature, oltre a licenze d’importazione non automatiche e standard tecnici divergenti.

Grazie all’accordo, oltre il 91% delle esportazioni europee beneficerà di una liberalizzazione tariffaria, con percorsi graduali per i prodotti più sensibili. Secondo le stime della Commissione europea, l’accordo con il Mercosur potrebbe incrementare le esportazioni europee di circa 49 miliardi di euro annui, con un aumento stimato del 39% e il consolidamento di oltre 440 mila posti di lavoro.

Soltanto i prodotti che soddisfano le nuove regole di origine preferenziale hanno diritto all’esenzione totale dai dazi negli scambi commerciali tra Unione europea e Mercosur. L’Accordo di libero scambio prevede, infatti, l’azzeramento dei diritti doganali tra i due blocchi, ma tale divieto opera soltanto per le merci aventi “origine preferenziale”.

Altro aspetto di rilievo è la tutela delle Indicazioni geografiche protette. È previsto il divieto di imitazione per oltre 340 prodotti europei, riconosciuti come indicazioni geografiche (IG) tra cui 57 eccellenze del Made in Italy, come il parmigiano reggiano, il prosciutto di Parma o l’aceto balsamico di Modena. Si tratta del maggior numero di IG protetto da un accordo dell’Unione europea.

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