Bilancio UE 2028-2034: il parere della Corte dei Conti sulle risorse proprie

Bilancio UE 2028-2034: il parere della Corte dei Conti sulle risorse proprie

Studio Legale Armella & Associati

Pubblicato il parere della Corte dei Conti sul piano finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, elaborato dalla Commissione europea. Con tale documento, la Commissione ha proposto importanti modifiche al sistema di risorse proprie attualmente in vigore. In particolare, l’introduzione di tre nuove risorse basate sui rifiuti elettronici non raccolti (E-waste), le accise sul tabacco (TEDOR) e una risorsa direttamente versata dalle aziende europee che superano determinate soglie di fatturato netto anno (CORE). Parallelamente, è stata ribadita l’importanza delle risorse proprie basate sul Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) e sul sistema di quote di Emissione (ETS), volte alla realizzazione degli obiettivi politici dell’Unione, come la lotta ai cambiamenti climatici.

La proposta contiene modifiche anche alle risorse proprie già esistenti, basate sul Reddito nazionale lordo (RNL), l’Iva e la plastica non riciclata; modifiche che, secondo stime della Commissione, genererebbero maggiori entrate per circa 58,2 miliardi di euro.

La Commissione ha evidenziato la necessità di rendere il bilancio europeo meno dipendente dai contributi basati sul RNL e più sostenibile per gli Stati membri. Le nuove risorse proprie, i sistemi CBAM ed ETS e la plastic tax, invece, garantirebbero entrate per circa 43,9 miliardi di euro al bilancio europeo, circa il 23% delle risorse che contribuiscono a formare il bilancio europeo.

Tali entrate sono destinate a bilanciare i rimborsi per i prestiti NextgenerationEU e a supportare l’accordo per il prestito di 90 miliardi di finanziamento all’Ucraina.

Quanto alle entrate relative ai dazi, la Commissione intende diminuire la percentuale di aggio riconosciuta agli Stati membri, dal 25% al 10%. La scelta sarebbe giustificata dai minori costi legati alle procedure di controllo digitalizzate, nonché dai minori interventi da parte delle autorità doganali, in quanto la maggior parte dei controlli non riguarda aspetti finanziari, ma è legata alla salute e alla sicurezza dei prodotti.

La Corte dei Conti, invece, rileva un possibile aumento dei costi relativi ai controlli, legati all’introduzione della handling fee europea prevista per il 1° luglio 2026, nonché maggiori oneri relativi all’attuazione del futuro codice doganale europeo e all’instabilità della situazione geopolitica che potrebbe aumentare la complessità e l’incertezza delle operazioni doganali.

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