Arriva il contributo da 2 euro sulle spedizioni extra UE: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

Arriva il contributo da 2 euro sulle spedizioni extra UE: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

di Sara Armella

Nel 2026 fare acquisti online da Paesi terzi avrà un costo maggiore: la legge di bilancio introduce un nuovo contributo fisso di 2 euro per ogni spedizione di modico valore, destinato a coprire le spese amministrative legate agli adempimenti doganali (art. 1 commi dal 126 al 129).

La circolare dell’Agenzia delle dogane 30 dicembre 2025, n. 37/D chiarisce che la nuova tassa si applica a tutte le spedizioni provenienti da Paesi extra UE dichiarate per il vincolo al regime di immissione in libera pratica, a prescindere dalla tipologia di transazione commerciale sottostante alla spedizione, e con valore dichiarato non superiore a 150 euro.

A essere colpite non sono solo le transazioni B2C (business to consumer), ma anche le spedizioni B2B (business to business) e gli scambi tra privati, anche se non hanno finalità commerciali.

Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia delle dogane, il contributo sarà riscosso al momento dell’importazione definitiva delle merci e dovrà essere versato dal dichiarante doganale o, in caso di rappresentanza indiretta, dal soggetto per conto del quale viene presentata la dichiarazione.

Restano escluse dalla nuova misura le merci trasportate dai passeggeri e dichiarate verbalmente in dogana, poiché non rientrano nella definizione tecnica di “spedizione” fornita dalla Commissione europea nelle Note esplicative sulle norme Iva per il commercio elettronico del settembre 2020. Il contributo sarà applicato a prescindere dalla modalità di dichiarazione, sia ordinaria che semplificata.

Cambiano, però, le modalità di contabilizzazione, in ragione delle caratteristiche dei due tipi di dichiarazione.

La misura è stata disposta in attuazione della decisione presa dal Consiglio ECOFIN nel mese di novembre, di abolire la soglia de minimis, che prevede l’esenzione dai dazi doganali per le spedizioni inferiori a 150 euro.

L’obiettivo dichiarato dal legislatore, sia europeo che italiano, è quello di rafforzare la sostenibilità del sistema di controllo doganale, sempre più sotto pressione a causa dell’aumento esponenziale delle spedizioni di pacchi esenti da dazi legate al commercio elettronico e di evitare disparità di trattamento tra commercio tradizionale e piattaforme elettroniche.

La nuova handling fee segna un ulteriore passo verso una maggiore regolamentazione degli acquisti online extra UE, nel tentativo di rafforzare la trasparenza fiscale e i controlli doganali.

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