La nuova era della dogana europea: Verso un sistema centralizzato, digitale e più efficiente

La nuova era della dogana europea: Verso un sistema centralizzato, digitale e più efficiente

Abstract: il Consiglio europeo, in data 3 settembre 2026, ha approvato in via definitiva la riforma del diritto doganale UE, la più ampia revisione del sistema degli ultimi decenni. Il nuovo quadro normativo introduce strumenti destinati a semplificare le procedure doganali, con particolare attenzione all’espansione del commercio elettronico, a rendere più efficiente la riscossione dei dazi e a rafforzare i controlli sulle merci non conformi, pericolose o non sicure. La riforma segna il passaggio verso un sistema doganale centralizzato e digitale, intervenendo sull’e-commerce, sulla gestione del rischio e sulle semplificazioni per gli operatori più affidabili, introducendo al contempo una nuova Autorità doganale dell’UE e un’infrastruttura informatica comune.

L’iter della riforma doganale. La riforma organica del quadro doganale dell’Unione europea prende avvio nel maggio 2023, quando la Commissione europea ha presentato una proposta destinata a modernizzare un sistema ormai chiamato a confrontarsi con flussi commerciali sempre più complessi e con la crescita del commercio elettronico. Dopo un lungo iter legislativo e un articolato confronto tra le istituzioni europee, il percorso è arrivato a una svolta nel marzo 2026, con il raggiungimento dell’accordo politico sulla riforma. Il 3 settembre scorso, il Consiglio dell’Unione europea ha quindi approvato in prima deliberazione il testo, che dovrà ora passare formalmente al Parlamento europeo, il cui voto è atteso entro fine mese. Seguiranno la firma dell’atto legislativo e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

Con il nuovo quadro doganale, Bruxelles si prepara a portare a compimento la più ampia revisione del settore degli ultimi decenni, una trasformazione resa necessaria dall’aumento dei volumi degli scambi internazionali, dalla crescita esponenziale delle spedizioni di modico valore e dalla frammentazione dei sistemi doganali nazionali. A pesare è anche la necessità di effettuare controlli sempre più articolati sulle merci che entrano nel mercato europeo, verificando non soltanto gli aspetti fiscali e doganali, ma anche il rispetto di numerose prescrizioni in materia di sicurezza dei prodotti, salute e tutela dell’ambiente.

 L’obiettivo della riforma è dotare l’Unione europea di strumenti più moderni ed efficienti, capaci di agevolare il commercio internazionale e, in particolare, il settore dell’e-commerce. Al tempo stesso, il nuovo sistema punta a rendere più efficace la riscossione dei dazi doganali e a rafforzare i controlli sulle merci, attraverso un modello maggiormente integrato e adeguato alle nuove dinamiche del commercio globale.

Nuovo status per gli operatori più affidabili. Il nuovo Codice doganale dell’Unione introduce la figura del Trust and Check trader (TCT), una qualifica destinata a modificare progressivamente l’attuale sistema di partenariato tra operatori economici e autorità doganali.

La relazione tra AEO (Operatore Economico Autorizzato) e TCTè stata centrale nella riforma doganale europea: la proposta della Commissione del 2023 prevedeva inizialmente il progressivo superamento dell’AEO a favore del TCT, con introduzione di quest’ultimo nel 2032 e sostituzione dell’AEO nel 2037.

L’Italia, che conta oltre 2.120 autorizzazioni AEO ed è tra i Paesi UE con il maggior numero di certificazioni, ha sostenuto la necessità di preservare l’AEO, soprattutto per le PMI, che rappresentano circa il 90% degli operatori AEO nel settore della logistica e delle spedizioni; il timore era che i requisiti tecnologici e organizzativi più elevati del TCT potessero creare barriere eccessive per le imprese di minori dimensioni.

La posizione del Consiglio del 2025 e l’accordo raggiunto nel 2026 hanno accolto questa impostazione: AEO e TCT possono coesistere, in questo modo, il sistema prevede diversi livelli di affidabilità e agevolazioni, favorendo la digitalizzazione senza penalizzare le PMI meno strutturate e garantendo un accesso più equilibrato al commercio internazionale.

L’operatore dovrà assicurare un elevato livello di conformità doganale e fiscale e, soprattutto, garantire la disponibilità tempestiva di informazioni complete e attendibili sulle merci, sulle operazioni e sui flussi della propria catena di approvvigionamento. La maggiore trasparenza consentirà alle autorità doganali di effettuare i controlli facendo sempre più leva sull’analisi dei dati e sulla valutazione del rischio, anziché sulla verifica sistematica delle singole dichiarazioni. A fronte di tali requisiti, il TCT potrà beneficiare di rilevanti semplificazioni nell’espletamento delle formalità doganali, fino ad arrivare a modalità che consentono all’operatore di determinare e assolvere i diritti all’importazione secondo procedure maggiormente automatizzate. La nuova qualifica presenta quindi un evidente interesse sotto il profilo della competitività, riducendo tempi e oneri connessi allo sdoganamento. L’accesso al regime richiederà, tuttavia, un adeguamento significativo dei processi aziendali e delle infrastrutture informatiche. Sarà necessario garantire l’interoperabilità con l’EU customs data hub e la capacità di alimentare il sistema con dati aggiornati lungo l’intero ciclo di movimentazione delle merci. La riforma attribuisce pertanto alla digitalizzazione un ruolo centrale: la qualità dei dati, la tracciabilità delle operazioni e la capacità dell’impresa di dimostrare in maniera continuativa la propria affidabilità diventeranno elementi essenziali per accedere ai benefici del nuovo status. Il TCT si configura così non soltanto come un’evoluzione dell’AEO, ma come un modello di compliance doganale fondato sulla fiducia certificata, sulla condivisione dei dati e su un sistema di controllo sempre più orientato alla gestione preventiva del rischio.

Autorità doganale dell’Unione europea e Customs Data Hub. La riforma, istituisce l’Autorità doganale dell’Unione europea (European Union Customs Authority, EUCA) con l’obiettivo di coordinare la governance dell’unione doganale. Con sede a Lille, in Francia, EUCA sarà operativa a partire dal 2027 e avrà un ruolo centrale nel coordinamento e nel supporto alle autorità doganali degli Stati membri. Tra i suoi principali compiti rientreranno l’individuazione delle aree e dei criteri prioritari di controllo, oltre al coordinamento della gestione delle crisi in ambito doganale. La nuova Autorità opererà attraverso l’EU Customs Data Hub, un’infrastruttura digitale destinata a diventare il fulcro del futuro ecosistema informativo doganale dell’Unione europea. La piattaforma consentirà di integrare le dichiarazioni doganali, i dati commerciali e le informazioni rilevanti ai fini dell’analisi del rischio. Il Data Hub sarà quindi concepito come una piattaforma unica per la raccolta, l’elaborazione e la condivisione delle informazioni doganali a livello europeo. L’obiettivo è trasformare i dati derivanti dai flussi commerciali internazionali in informazioni operative, immediatamente utilizzabili dalle autorità competenti.

L’introduzione della piattaforma digitale sarà graduale. A partire dal 1° luglio 2028, il suo utilizzo diventerà obbligatorio per le imprese che effettuano vendite a distanza di merci nell’Unione europea. Dal 1° marzo 2031, gli operatori potranno avvalersi del Data Hub su base volontaria. Dal 1° marzo 2034, invece, il suo utilizzo diventerà obbligatorio per tutti gli operatori. La concentrazione dei dati in un unico ambiente dovrebbe consentire di ridurre le duplicazioni e gli oneri amministrativi, migliorare la qualità delle informazioni e rendere i controlli più coerenti in tutta l’Unione europea. Attraverso l’analisi dei dati, le autorità potranno inoltre concentrare le proprie risorse sulle spedizioni considerate a maggiore rischio, facilitando al contempo i flussi commerciali regolari.

L’espansione del commercio elettronico. Nell’ultimo decennio il commercio elettronico ha conosciuto una crescita esponenziale, trasformando profondamente anche il sistema degli scambi internazionali e le procedure doganali. Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2025 il 78% delle persone nell’Unione europea ha acquistato o ordinato beni e servizi online. Le vendite a distanza hanno rappresentato il 19% del fatturato complessivo delle imprese europee, una quota che sale al 24% nel caso delle grandi aziende. Una crescita che ha avuto conseguenze significative anche sul fronte doganale, solo nel 2025 sono entrati nell’Unione europea quasi 5,9 miliardi di articoli attraverso spedizioni di modesto valore: circa il 98% del totale degli articoli importati. Il nuovo Codice doganale dell’Unione introduce regole più stringenti anche per le piattaforme di commercio elettronico dei Paesi terzi, che saranno considerate importatrici delle merci e, dunque, responsabili delle formalità doganali e del pagamento dei relativi dazi. La normativa europea prevede, inoltre, un nuovo sistema di sanzioni per gli operatori dell’e-commerce che non rispettano gli obblighi doganali, compreso il rispetto delle norme dell’Unione e il pagamento dei dazi dovuti. Nei casi più gravi di mancata conformità, le sanzioni potranno arrivare fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa nell’anno precedente. Sono previste anche misure come la revoca di alcuni privilegi doganali e, nei casi più gravi, persino limitazioni all’accesso alle piattaforme online.

Entro il 1° novembre 2026 è prevista l’introduzione di una tassa di gestione a livello europeo sulle piccole spedizioni: l’obiettivo è contribuire a coprire i maggiori costi legati al controllo e al monitoraggio del numero crescente di piccoli pacchi che entrano nell’Unione attraverso il commercio elettronico. Sul fronte dei piccoli pacchi, dal 1° luglio 2026, il Consiglioha eliminato la storica esenzione che permetteva l’ingresso nei Paesi UE di acquisti online extra-UE di valore inferiore a 150 euro, introducendo un dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro che resterà in vigore fino al 1° luglio 2028.

DataNovità
  Settembre 2026  Attesa approvazione finale della riforma doganale da parte del Parlamento europeo  
  Entro il 1° novembre 2026  Introduzione del contributo  UE di gestione sui piccoli pacchi  
  2027  Avvio operativo dell’Autorità doganale UE  
  1° luglio 2026 – 1° luglio 2028  Applicazione dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro su acquisti online extra-UE di valore < 150 euro  
  Dal 1°luglio 2028  Obbligo di utilizzo del Data Hub per gli operatori  dell’e-commerce
  Dal 1° marzo 2031  Possibilità per gli operatori  non e-commerce di avvalersi, su base volontaria, del Data Hub  
  Dal 1° marzo 2034  Utilizzo Data Hub obbligatorio  per tutti gli operatori  

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