Compliance doganale: maggiore trasparenza con l’Aeo e il Trust and Check trader

Compliance doganale: maggiore trasparenza con l’Aeo e il Trust and Check trader

Sara Armella e Tatiana Salvi

Due certificazioni alternative per valorizzare la compliance delle aziende con l’Agenzia delle dogane: la riforma del Codice doganale europeo, approvata lo scorso 3 settembre dal Consiglio e in attesa del voto dell’Europarlamento, introduce la nuova figura di Trust and Check trader, che si affiancherà a quella di operatore economico autorizzato AEO, già operativa dal 2008.

Rispetto alla proposta di riforma della Commissione europea, pubblicata nel 2023, che inizialmente immaginava una progressiva sostituzione degli operatori AEO con la nuova figura dei Trust and Check traders, il testo approvato dal Consiglio prevede invece entrambe le autorizzazioni.

Nel progetto della Commissione, fino al 2032, sarebbe ancora stato possibile rilasciare la certificazione di AEO-C, mentre entro il 2037 avrebbero dovuto essere riesaminate le autorizzazioni esistenti, nell’ottica di verificare se ai loro titolari potesse essere concesso lo status di operatore Trust and Check; in caso contrario, lo status AEO-C avrebbe dovuto essere revocato.

Questa possibilità aveva fatto sorgere forti preoccupazioni per le aziende italiane, anche in considerazione del nostro tessuto economico di piccole e medie imprese, che rischiavano di perdere i benefici acquisiti come AEO, non riuscendo ad accedere al nuovo Trust & Check. Quest’ultimo, infatti, basandosi sul principio di trasparenza dell’azienda rispetto alla Dogana, comporta significativi investimenti nell’informatizzazione e nella sicurezza dei sistemi, sostenibili solo da grandi gruppi. I criteri e le condizioni per diventare T&C, infatti, si basano, come punto di partenza, su quelli previsti per l’autorizzazione AEO, con un requisito in più, rappresentato dalla “trasparenza”: gli operatori Trust and Check, infatti, dovranno mettere a disposizione tutte le informazioni richieste, attraverso un sistema elettronico in grado di fornire alle Dogane, in tempo reale, tutti i dati, relativi sia alla movimentazione delle merci che all’osservanza dei requisiti per esse prescritti. Questa nuova figura nasce con l’obiettivo di realizzare un rafforzato rapporto di fiducia tra amministrazione doganale e operatori, in grado di assicurare agevolazioni maggiori rispetto all’autorizzazione AEO.

La trasparenza è controbilanciata da significativi vantaggi, che includono la possibilità di svincolare la merce direttamente, senza l’intervento della Dogana, con un notevole snellimento degli adempimenti, dichiarativi e documentali e delle tempistiche.

L’Italia ha posto una riserva su questo punto, chiedendo che l’autorizzazione AEO non fosse cancellata, ma soltanto affiancata dai nuovi Trust & Check traders, i cui requisiti sono più stringenti.

Accogliendo le preoccupazioni manifestate, il nuovo Codice doganale ha scelto di non sostituire la certificazione AEO con quella di Trust and Check. Una novità molto importante per le 1689 aziende italiane autorizzate AEO, che non saranno obbligate a diventare operatori Trust and Check per continuare a usufruire delle semplificazioni doganali riconosciute dal Codice doganale.

Altra importante novità prevista dalla riforma doganale europea è legata alla valorizzazione delle microimprese e delle PMI che, pur svolgendo un ruolo fondamentale nel commercio estero dell’Unione, spesso devono far fronte a oneri amministrativi e di conformità proporzionalmente più elevati nell’adempimento degli obblighi doganali. Il nuovo Codice dedica particolare attenzione a tali soggetti, promuovendo misure volte a facilitare l’accesso alle autorizzazioni AEO e T&C.

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