La Commissione europea chiarisce il contenuto del divieto di lavoro forzato

La Commissione europea chiarisce il contenuto del divieto di lavoro forzato

Sara Armella

Stefano Comisi

L’Europa detta le regole e la tabella di marcia per la compliance delle imprese nei confronti dei divieti relativi al lavoro forzato.

Giovedì 3 settembre la Commissione europea ha pubblicato le linee guida contenenti i necessari chiarimenti sull’applicazione del regolamento (UE) 2024/3015, individuando le modalità attraverso cui gli operatori potranno dimostrare il rispetto del divieto lungo la propria catena di approvvigionamento.

Dal 2027, infatti, scatterà il divieto generalizzato di immissione sul mercato UE per i prodotti ottenuti con l’ausilio del lavoro forzato. Le imprese, tuttavia, devono attivarsi per tempo per far fronte ai nuovi adempimenti. La disciplina si applicherà a qualsiasi categoria di prodotto, indipendentemente dalla sua classificazione od origine.

L’adozione delle nuove linee guida rappresenta un passo importante verso l’implementazione della politica europea sulla sostenibilità, ma si inserisce anche nel più ampio dibattito sul rafforzamento della condizionalità sociale, specie nella politica agricola comune (PAC), affinché il rispetto dei diritti dei lavoratori assuma un ruolo sempre più centrale nell’accesso al mercato e alle risorse dell’Unione.

Il documento riconosce l’utilità di qualsiasi strumento di disclosure, in quanto funzionale ad affrontare il problema del lavoro forzato e a rafforzare la compliance delle imprese.

Le linee guida, in particolare, individuano un processo di due diligence distinto in sei fasi, ciascuna finalizzata a individuare, valutare, prevenire e attenuare i rischi di lavoro forzato lungo la supply chain, con particolare attenzione alle grandi imprese che prevedono catene di fornitura particolarmente complesse. Gli operatori potranno, inoltre, comunicare con le Autorità, fornendo informazioni sulle misure adottate, sulle condizioni di lavoro nei siti di produzione e sui prodotti oggetto di valutazione.

Una due diligence aziendale ben strutturata, con la consulenza di esperti e professionisti del settore del commercio internazionale, costituisce la principale leva per prevenire l’avvio di indagini e l’applicazione di sanzioni.

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