Acciaio UE, svolta sui dazi: arriva la regola del melted and puored
Studio Legale Armella & Associati
Il 19 maggio 2026 il Parlamento europeo ha approvato le nuove misure a tutela dell’industria siderurgica europea, volte contrastare gli effetti negativi dell’eccesso di capacità globale sul mercato dell’acciaio.
Tra le principali novità vi è l’introduzione del criterio del “fuso e colato” (c.d. melted and puored), una regola innovativa per determinare la tracciabilità dei prodotti in acciaio, che avrà importantissime ricadute negli scambi internazionali tra produttori esteri e utilizzatori europei. Ai prodotti interessati (28 categorie di beni classificati ai capitoli 72 e 73 della Nomenclatura Combinata) sarà attribuita, infatti, l’origine doganale del luogo in cui il ferro o l’acciaio grezzo sono inizialmente lavorati in forma liquida e colati allo stato solido. La regola del melted and puored mira a prevenire fenomeni elusivi delle tariffe, come lavorazioni minime sui prodotti, assicurando l’integrità delle quote specifiche riconosciute a ciascun Paese.
Le nuove disposizioni introdurranno anche un sistema di contingenti tariffari (Tariff Rate Quotas, TRQ), progettato per ricalibrare le importazioni a livelli più sostenibili per il mercato europeo e compatibili con la domanda interna.
È previsto un dimezzamento delle quote di contingenti esenti dall’applicazione di dazi aggiuntivi, che passeranno da 30,8 milioni di tonnellate a 18,3 milioni di prodotti. Una volta esaurite, sarà applicato un dazio aggiuntivo del 50%, il doppio rispetto a quanto previsto dal sistema di salvaguardia attualmente vigente (reg. UE 2019/159).
La vera innovazione del regime TRQ consiste nell’introduzione di un meccanismo di adeguamento dinamico. Alla Commissione europea sarà riconosciuto il potere di modificare i volumi dei contingenti, tenendo conto di una serie di dati, tra cui l’evoluzione della domanda, le variazioni delle quote di mercato, possibili problemi di disponibilità nell’approvvigionamento di determinate categorie di prodotti e indebiti effetti di sostituzione in determinati contingenti tariffari. Un potere che andrà a beneficio sia dell’industria siderurgica UE, sia della catena del valore dell’acciaio.
La nuova disciplina realizza una riforma radicale delle misure a tutela del mercato siderurgico europeo. I dazi antidumping imposti ai grandi Paesi esteri produttori d’acciaio, infatti, non sono stati in grado di arginare le deviazioni dei flussi commerciali, rivelandosi parzialmente inefficaci.
Il sistema TQR entrerà in vigore il 1° luglio 2026, in concomitanza con la scadenza del regime di salvaguardia, fissata al 31 giugno 2026, che, per sua stessa natura, ha una durata limitata nel tempo. La nuova disciplina non mira a ridurre l’offerta di acciaio nell’UE, ma a garantire maggiori quote di mercato ai produttori dell’Unione, nonché una ripresa graduale dell’intera industria siderurgica.