La regola “Melted and Poured” per una migliore difesa commerciale dell’UE

La regola “Melted and Poured” per una migliore difesa commerciale dell’UE

di Studio Legale Armella & Associati

Rafforzare la tutela dell’industria siderurgica europea contro le pratiche elusive e le sovraccapacità produttiva globale: è questo l’obiettivo al centro del Piano d’azione per l’acciaio e i metalli (SMAP). L’Unione europea ha dato il via ufficiale ai negoziati del trilogo per la proposta di regolamento della Commissione UE del 7 ottobre 2025 di introdurre la regola “Melted and Poured”, volta a identificare il Paese in cui l’acciaio è stato originariamente fuso e colato.

La regola del “Melted and Poured” è un meccanismo pensato per individuare con maggiore precisione il Paese in cui l’acciaio è realmente prodotto.

Attualmente, infatti, l’origine di un prodotto siderurgico viene stabilita in base all’ultima lavorazione sostanziale (come la laminazione o la rifinitura), anziché in base al luogo in cui il metallo è stato effettivamente fuso. Questo meccanismo, secondo la Commissione Europea, in alcuni casi porterà all’elusione dei dazi e delle misure di difesa commerciale, consentendo di effettuare modifiche minime.

In questo scenario, la regola M&P diventerà un vero e proprio strumento di tracciabilità. La proposta prevede infatti che, ai fini del regolamento, sia identificato il Paese in cui il metallo è stato fuso e colato, senza sostituire le norme vigenti, evitando così un conflitto diretto con le norme consolidate di origine non preferenziale. In pratica, se l’acciaio è stato fuso in Cina, poi lavorato in Turchia ed esportato nell’UE, sarà considerato di origine cinese e sarà quindi soggetto ai relativi dazi antidumping e alle disposizioni del CBAM.

Tuttavia, questo meccanismo non risulta privo di criticità. L’esperienza maturata nel contesto delle sanzioni sull’acciaio russo ha dimostrato le difficoltà legate alla raccolta e verifica della documentazione lungo catene di approvvigionamento complesse. Gli operatori economici potrebbero trovarsi ad affrontare oneri significativi in termini di compliance, inclusa la necessità di rinegoziare contratti e garantire la disponibilità di certificazioni affidabili. Allo stesso tempo, l’assenza di standard probatori armonizzati rischia di generare prassi divergenti tra gli Stati membri, dando vita a un’incertezza giuridica.

Il nuovo strumento si inserisce in un contesto internazionale in cui anche altri ordinamenti, come Stati Uniti e Canada, hanno adottato regole analoghe per contrastare l’elusione nel commercio di acciaio e alluminio.

La proposta di regolamento segna solo l’inizio del processo legislativo e la stessa regola M&P è destinata quasi certamente a evolversi nel corso delle discussioni. A ogni modo, il 23 febbraio scorso, il Commissario europeo per il commercio e la sicurezza economica ha dato ufficialmente il via ai primi negoziati di trilogo. L’obiettivo è rendere la misura pienamente operativa entro il 1° luglio 2026.

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