L’Agenzia delle dogane fa marcia indietro sulla circolare 18/D
Sara Armella e Stefano Comisi
Il quotidiano aveva affermato che la circolare avrebbe avuto un effetto molto rilevante sulle indagini in corso, relative alle importazioni di mascherine durante la pandemia. Questo in quanto, affermare che lo sdoganamento (immissione in libera pratica) non coincide con l’immissione sul mercato, renderebbe legittimo sdoganare dispositivi privi di marcatura CE, prima della effettiva immissione sul mercato. Una ricostruzione che confermerebbe la correttezza delle procedure seguite nel 2020, durante il Governo Conte, per le importazioni dalla Cina.
L’Agenzia delle dogane ha preso le distanze da questa interpretazione, chiarendo che la circolare esponeva un principio di diritto di portata generale, non collegabile a specifiche vicende giudiziarie.
Da rilevare un altro tema di grande interesse, legato all’interpretazione della normativa europea in materia di conformità dei prodotti.
Con la circolare 18/D, la Dogana aveva riconosciuto la distinzione tra “immissione sul mercato” e “immissione in libera pratica”, chiarendo che si tratta di due momenti distinti. Per immissione sul mercato si intende la fornitura di un prodotto in vista della successiva distribuzione sul mercato UE, nel corso di un’attività commerciale. L’immissione in libera pratica si realizza, invece, nel momento in cui la dichiarazione doganale è accettata, i dazi sono assolti e la merce è svincolata dall’Agenzia delle dogane.
In base a quanto riportato nel comunicato stampa del 13 luglio, l’Agenzia delle dogane ha già annunciato di aver avviato un approfondimento tecnico, avuto riguardo al diritto unionale e, in particolare, alla “Guida blu sull’attuazione della normativa UE sui prodotti” (comunicazione 2022/C2457/01). Questa prevede che tutte le merci importate da Paesi terzi, non appartenenti all’Unione europea, devono rispettare la normativa di armonizzazione dell’Unione, quando vengono messe a disposizione, per la prima volta, sul mercato UE.
Secondo taluni commentatori questo momento coinciderebbe con l’immissione in libera pratica, anche se, secondo una tesi ormai consolidata nella giurisprudenza di merito, i due momenti sono distinti tra loro e l’immissione sul mercato si realizza soltanto quando il prodotto è in procinto di essere immesso in consumo. In particolare, ciò avviene nelle operazioni B2B, quando l’importatore prevede la destinazione della merce importata ad un magazzino in cui operare trasformazioni del prodotto, verifiche di conformità, collaudi, prima di procedere alla successiva distribuzione sul mercato nazionale.