Dazi USA: le possibili alternative dell’Amministrazione Trump
di Sara Armella e Tatiana Salvi
In attesa della sentenza della Corte Suprema, che si pronuncerà sulla legittimità dei dazi imposti ai prodotti importati negli Stati Uniti, il Presidente Trump ha già pronte diverse strategie per proseguire la propria guerra commerciale.
Anche se la sentenza dovesse dichiarare illegittime le tariffe introdotte sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), stabilendo che il Presidente degli Stati Uniti non può fare ricorso a questa norma eccezionale per adottare nuovi dazi doganali, trattandosi di un potere riservato al Congresso (art. 1, sezione 8, Costituzione USA), la decisione dei giudici supremi potrebbe non arrestare l’ondata dei dazi.
Il Presidente Trump ha diverse strade alternative: la prima ipotesi è quella di continuare a invocare la legge IEEPA del 1977, che autorizza alcune misure eccezionali per far fronte a una situazione di emergenza nazionale, facendo rinascere i “dazi” sotto forma di “licenze all’importazione”. Tale norma autorizza, infatti, il Presidente degli Stati Uniti a regolamentare le importazioni attraverso delle quote prestabilite di prodotti ammessi.
Una diversa opzione è quella che prevede la possibilità di introdurre nuovi dazi doganali, richiamando altre fonti normative per giustificare l’applicazione delle barriere commerciali.
L’Amministrazione USA potrà fare ricorso, per esempio, alla Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, su cui si fondano già molte misure restrittive volte a proteggere alcuni settori strategici come automobili, rame, semiconduttori, farmaci, robotica e aeromobili. Tale norma consente al Presidente USA di imporre nuove tariffe doganali per regolamentare l’importazione di beni, a tutela della sicurezza nazionale. Questa legge non prevede nessun limite in ordine all’entità dei dazi o alla loro durata. Resta però un aspetto critico: i dazi 232 possono essere approvati soltanto a seguito di un’accurata indagine da parte del Dipartimento del Commercio americano, il quale deve accertare che l’importazione di una determinata tipologia di prodotto rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale.
Un’altra norma a cui è possibile fare ricorso è la Sezione 201 del Trade Act del 1974, che autorizza il Presidente a imporre nuovi dazi quando l’aumento delle importazioni minaccia di causare gravi danni ai produttori USA. Anche in questo caso, serve un’indagine da parte della Commissione per il Commercio internazionale degli Stati Uniti. Le tariffe, inoltre, possono essere aumentate soltanto del 50% rispetto ai dazi esistenti e dopo il primo anno devono essere ridotte.
La Sezione 301 del Trade Act del 1974 consente, invece, di imporre nuovi dazi in risposta alle misure commerciali di altre nazioni se ritenute discriminatorie. Anche in questo caso è necessaria un’accurata indagine preliminare.