Raggiunto l’accordo sulla riforma del Codice doganale

Raggiunto l’accordo sulla riforma del Codice doganale

di Sara Armella e Tatiana Salvi

Raggiunto l’accordo sulla riforma del Codice doganale dell’Unione: Parlamento e Consiglio europeo vanno verso l’adozione della più ampia riforma dall’istituzione dell’unione doganale nel 1968. Al centro due elementi di dirompente novità: l’Autorità doganale europea (EUCA), di cui è stata fissata nei giorni scorsi la sede a Lille, e il Customs Data hub, che consentirà la gestione unitaria di tutte le operazioni e regimi doganali attraverso un centro unico comune. Si parte a luglio con l’introduzione della tassa di 3 euro sulle importazioni di valore inferiore a 150 euro. Previsti anche nuovi strumenti per agevolare il commercio globale, riscuotere i dazi doganali in modo più efficiente e rafforzare i controlli sulle merci non conformi, pericolose o non sicure.


Una delle principali novità è l’istituzione di EUCA (EU custom Authority), un’Autorità doganale europea deputata a coordinare la cooperazione tra gli Stati membri nella gestione del rischio, a definire l’attuazione uniforme delle norme e a gestire i programmi doganali, i dati e le informazioni. Alla nuova Autorità è affidata anche la realizzazione di processi semplificati e l’implementazione della cooperazione tra le autorità doganali, le autorità di vigilanza del mercato e le autorità fiscali.


Altro elemento dirompente nel nuovo Cdu è la creazione del Custom Data Hub, il sistema digitale centralizzato che promette di snellire le procedure e contrastare più efficacemente le frodi. Si tratta di un’infrastruttura digitale, sicura e resiliente alle minacce informatiche, pensata per integrare i dati doganali lungo l’intero ciclo di vita delle merci, con l’obiettivo di semplificare il dialogo informativo per gli operatori e, al contempo, fornire alle Autorità una base di dati condivisa per migliorare controlli e gestione del rischio, con il supporto dell’intelligenza artificiale. Il centro doganale digitale dell’UE ha
l’obiettivo di superare la frammentazione e duplicazione, fra i diversi Stati membri, dei dati necessari per effettuare la vigilanza doganale. Attualmente le imprese si confrontano con 27 diverse autorità e111 diversi sistemi di information technology.


Il terzo pilastro fondamentale riguarda la regolarizzazione dell’e-commerce. Secondo la Commissione europea, si stima che nel 2025, siano 5,9 miliardi gli articoli di scarso valore importati nell’Unione europea in pacchi spediti direttamente ai consumatori, di cui oltre il 90% provenienti dalla Cina. Per affrontare consistenti perdite di entrate e migliorare la sorveglianza della qualità e del rispetto degli standard dei prodotti acquistati online, il nuovo Codice prevede l’obbligo per le principali piattaforme di e-commerce di fornire dettagli sulle merci acquistate nell’Unione entro un giorno dall’acquisto. Tali informazioni consentirebbero alle Autorità doganali di ottenere una visione più precisa delle spedizioni in entrata e dei prodotti che potrebbero non conformarsi alle normative dell’UE.
Da luglio 2026 a luglio 2028 si applicherà una tariffa fissa di 3 euro per ogni articolo, a prescindere dall’origine doganale dei prodotti: ciò significa che acquistando più pezzi dello stesso prodotto, la tariffa resta fissa a 3 euro, indipendentemente dal numero di capi. La misura aumenta, invece, se si importano articoli differenti, classificati con diverse voci doganali.


La riforma introduce una nuova figura di operatore doganale, prevedendo un’evoluzione dello status AEO con i Trust & Check.
Questi soggetti potranno importare senza dover presentare una dichiarazione per ogni spedizione, assolvendo i dazi con cadenza periodica e verificando in autonomia la conformità dei prodotti.

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