Accordo UE – Mercosur: via libera alle misure di salvaguardia per proteggere l’agricoltura europea

Accordo UE – Mercosur: via libera alle misure di salvaguardia per proteggere l’agricoltura europea

di Sara Armella e Tatiana Salvi

Il 17 gennaio, l’Unione europea ha firmato l’accordo con i Paesi Mercosur: l’intesa, raggiunta dopo oltre 25 anni di trattative, dovrà ora essere approvata dal Parlamento europeo. Il 21 gennaio 2026, tuttavia, l’Eurocamera ha chiesto di inviare il testo dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per un parere legale sulla compatibilità dell’intesa con il diritto unionale e con l’autonomia normativa dell’UE, congelando, per il momento, la ratifica definitiva fino alla pronuncia della Corte.

L’agricoltura si conferma come il nodo più delicato dell’intesa, a causa delle preoccupazioni sollevate dagli agricoltori europei, allarmati per gli effetti negativi derivanti dalla concorrenza di importazioni a basso costo. In tale contesto, la misura di salvaguardia, approvata il 10 febbraio 2026 dal Parlamento europeo, si inserisce come uno strumento essenziale per proteggere l’attività agricola, consentendo l’attivazione di meccanismi per limitare temporaneamente le preferenze tariffarie in caso di impatti dannosi per il mercato.

L’agrifood rappresenta un settore fondamentale dell’export europeo, che ha registrato nel 2024 esportazioni verso il Mercosur pari a 3,3 miliardi di euro.

Il Mercosur ha un grande potenziale di consumo per prodotti europei di alta qualità, come vini, formaggi, latticini e carne di maiale.

Grazie all’intesa, gli agricoltori e i produttori europei di prodotti alimentari potranno beneficiare di vantaggi significativi, favorendo la crescita delle esportazioni di prodotti agroalimentari tradizionali e di alta qualità, proteggendo le denominazioni autentiche e i marchi dell’UE da imitazioni nel Mercosur e limitando le importazioni preferenziali.

L’UE istituirà, inoltre, un fondo da 6,3 miliardi di euro per prevenire eventuali effetti negativi sugli agricoltori e sui mercati agricoli europei.

Grazie all’accordo, i prodotti importati dal Mercosur dovranno rispettare gli stessi rigorosi standard sanitari e alimentari previsti dall’UE, con controlli rafforzati alle frontiere per garantire cibo sano e sicuro ai cittadini europei.

Gli, attualmente elevati, dazi doganali verranno abbattuti per i prodotti simbolo dell’export UE, tra cui l’olio di oliva (dazio del 10%), il vino e le bevande analcoliche (dazi fino al 35%), i cioccolatini (20%), ma anche pasticcini, biscotti (18%) e pesche sciroppate (55%). Entro precise quote, inoltre, verrà azzerata la tariffa doganale sui formaggi (28%), sul latte in polvere (28%) e su quello artificiale (18%).

Le esportazioni complessive di prodotti agricoli dell’UE verso il Mercosur dovrebbero crescere di quasi 1,2 miliardi di euro, che si traduce in aumento dell’export europeo pari al 49%. Questo vale, in particolare, per frutta e verdura (+ 185 milioni di euro, pari al + 21%), prodotti lattiero-caseari (+ 85 milioni di euro, pari al + 102%) e bevande (+ 608 milioni di euro, pari al + 53%).

Fin dall’inizio dei negoziati con il Mercosur, uno degli obiettivi principali è stato quello di rispondere alla preoccupazione degli agricoltori europei per proteggere i settori più sensibili del mercato UE.

L’accordo, infatti, apre il mercato dell’UE ai prodotti provenienti dal Mercosur, ma limita le importazioni dal Mercosur di prodotti agricoli sensibili come carne bovina, carne suina, pollame, uova, aglio, formaggi, riso, rum, miele e zucchero, l’accesso sarà regolato da contingenti applicati progressivamente e in modo permanente.

Tali prodotti sono considerati sensibili in quanto particolarmente vulnerabili alla pressione di importazioni a costi inferiori che potrebbero determinare un significativo incremento dei flussi a prezzi ribassati, mettendo a rischio la stabilità dell’intero comparto agroalimentare europeo.

Inoltre, una clausola di salvaguardia bilaterale potrà essere attivata qualora l’aumento delle importazioni dal Mercosur provochi, o anche solo minacci di provocare, un grave danno ai settori europei interessati. Per la carne bovina, in particolare, l’intesa consentirà a 99.000 tonnellate di carne del Mercosur di entrare nel mercato UE con un dazio ridotto al 7,5%, rispetto al 20% previsto prima dell’Accordo.

Il 10 febbraio 2026, è stato adottato in via definitiva con 483 voti a favore il regolamento sulle misure di salvaguardia per proteggere l’agricoltura europea da possibili effetti negativi dovuti alla liberalizzazione degli scambi con il Mercosur. Tale regolamento, in attesa di essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE, verrà applicato dall’entrata in vigore dell’accordo commerciale interinale (ITA) tra i due blocchi.

L’attivazione della clausola di salvaguardia, non è automatica, ma segue una procedura strutturata volta a garantire la protezione dei produttori agricoli europei senza compromettere la stabilità del mercato.

La Commissione avvierà un’indagine quando le importazioni di prodotti agricoli considerati sensibili registrano un incremento superiore al 5% rispetto alla media degli ultimi tre anni (al di sotto del 10% annuo inizialmente proposto dalla Commissione), e, allo stesso tempo, entrano nel mercato dell’Unione a un prezzo inferiore di almeno il 5% rispetto ai valori interni di riferimento. Al verificarsi di entrambe le condizioni, si presume l’esistenza di un potenziale pregiudizio e, pertanto, è ritenuta obbligatoria l’apertura della procedura di verifica.

Un’indagine, tuttavia, può essere richiesta anche da uno Stato membro o da qualsiasi persona fisica o giuridica rappresentativa del settore alimentare, oppure da un’associazione che agisca per conto del settore, qualora sussista una minaccia di grave pregiudizio all’industria europea.

La Commissione, una volta arrivata la richiesta, ha il compito di condurre l’indagine secondo tempi certi: per i prodotti sensibili, l’indagine deve concludersi entro quattro mesi dalla sua apertura, mentre, per gli altri prodotti il termine standard è di sei mesi.

Durante l’inchiesta, l’esecutivo europeo può adottare misure provvisorie per prevenire danni irreparabili, che devono essere decise entro 21 giorni dall’avvio dell’indagine per i prodotti sensibili.

Le misure definitive, una volta concluse le indagini, possono includere la sospensione temporanea delle riduzioni tariffarie previste dall’Accordo o il ripristino dei dazi precedenti, con una durata iniziale fino a due anni, prorogabile fino a un massimo complessivo di quattro anni.

Il testo del regolamento prevede, altresì, un sistema di monitoraggio proattivo. La Commissione dovrà pubblicare almeno una volta ogni sei mesi una relazione al Parlamento europeo sull’impatto delle importazioni di prodotti sensibili, valutando eventuali rischi per l’industria europea.

L’esecutivo europeo, infine, dispone della facoltà di aggiornare l’elenco dei prodotti sensibili (Annex al Regolamento approvato il 10 febbraio 2026 dal Parlamento europeo), garantendo così la flessibilità necessaria per rispondere tempestivamente alle variazioni del mercato.

Hai bisogno di una consulenza legale?

Hai letto un caso simile al tuo tra le nostre news? Parlane con un nostro avvocato: siamo a disposizione per chiarimenti e assistenza.

+39 (0)2 7862 5150 Contatti +

Sharing ideas and building brands that truly matter

Get Started +
logo
logo

Consulenza legale e tributaria internazionale

Contattaci

Sedi Operative

Via Torino, 15/6 – 20123 Milano
Piazza De Ferrari, 4/2 – 16121 Genova