Accordo UE – India: nuove opportunità per l’export

Accordo UE – India: nuove opportunità per l’export

di Sara Armella e Stefano Comisi

Il 27 gennaio 2026 si sono definitivamente conclusi i negoziati per l’introduzione di un accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’India. L’accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell’UE verso l’India entro il 2032 prevedendo l’eliminazione e la riduzione del 96,6% delle tariffe sulle esportazioni di beni dell’UE verso l’India, con un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno di dazi doganali. Quali sono i settori coinvolti?

Il 27 gennaio 2026 si sono definitivamente conclusi i negoziati per l’introduzione di un accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’India. Si tratta di un progetto innovativo e ambizioso, che rafforzerà i legami economici e politici tra i due Paesi e garantirà alle imprese europee un accesso privilegiato verso un partner economico in grande espansione. Si prevede che l’accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell’UE verso l’India entro il 2032, nonostante l’interscambio tra i due blocchi superi già un valore di 180 miliardi di euro l’anno. L’intesa prevede, infatti, l’eliminazione e la riduzione del 96,6% delle tariffe sulle esportazioni di beni dell’UE verso l’India, generando un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno di dazi doganali.

L’accordo di libero scambio rappresenterà un’importante svolta per le relazioni commerciali tra i due territori. L’UE è, infatti, il principale partner commerciale dell’India, con scambi di merci per un valore di 120 miliardi di euro nel 2024, pari all’11,5% del commercio totale dell’India. L’India, invece, è attualmente il nono partner commerciale dell’UE e registra scambi commerciali che rappresentano il 2,4% del commercio totale di merci dell’UE nel 2024. Si tratta, per il momento, di valori decisamente inferiori rispetto ai dati commerciali con Stati Uniti (17,3%), Cina (14,6%) o Regno Unito (10,1%).

Le importazioni dell’UE dall’India riguardano principalmente macchinari ed elettrodomestici, ma anche prodotti chimici, metalli di base, prodotti minerali e tessili. Sul versante opposto, le principali esportazioni dell’UE verso l’India riguardano invece macchinari, elettrodomestici, mezzi di trasporto e prodotti chimici. I negoziati per definire gli impegni dei due Paesi erano iniziati nel 2007, per poi interrompersi successivamente nel 2013. Dal 2022, l’Unione europea e l’India hanno cominciato un nuovo ciclo di negoziati, che hanno successivamente portato alla conclusione di un accordo provvisorio.

Attualmente, è attesa la pubblicazione del testo, il quale sarà successivamente presentato al Consiglio UE, per la firma, e al Parlamento europeo, per la definitiva approvazione e la ratifica.

L’intesa tra UE e India interessa numerosi settori commerciali e rappresenterà un’opportunità per le imprese di tutte le dimensioni. Con la conclusione dell’accordo si prevede, infatti, una significativa riduzione delle tariffe applicate alle esportazioni dell’UE verso l’India.

Il comparto di maggiore interesse è quello delle automobili, le cui tariffe scenderanno gradualmente dal 110% al 10%. L’accordo prevede, inoltre, l’azzeramento delle barriere commerciali per la componentistica auto entro 5-10 anni. Sarà previsto, inoltre, un significativo abbattimento e contestuale azzeramento dei dazi doganali sui macchinari (attualmente fino al 44%), sui prodotti chimici (22%) e su quelli farmaceutici (11%).

L’accordo di partenariato stabilirà anche delle misure di agevolazione per le piccole e medie imprese (PMI), istituendo degli appositi canali di comunicazione per fornire a tali operatori informazioni relative alla gestione dei flussi commerciali e per aiutarli a risolvere eventuali problematiche di interpretazione delle norme dell’accordo. Le PMI, inoltre, potranno beneficiare delle riduzioni tariffarie, dell’eliminazione degli ostacoli normativi, della trasparenza, della stabilità e della prevedibilità previste dall’intesa. Agroalimentare

Un ulteriore comparto interessato dall’intesa sarà quello agroalimentare, i cui scambi risultano attualmente penalizzati dall’elevato livello delle tariffe applicate, che per tale categoria di prodotti raggiungono in media oltre il 36% sulle esportazioni dell’Unione europea.

L’accordo mira, pertanto, a rafforzare la presenza del mercato agricolo europeo in India, attraverso una progressiva riduzione dei dazi: le tariffe sui vini scenderanno dal 150% al 75% già all’entrata in vigore dell’intesa, per poi attestarsi fino al 20%; quelle sull’olio d’oliva saranno ridotte dal 45% allo 0% nell’arco di cinque anni; mentre per i prodotti agricoli trasformati, come pane e dolciumi, è prevista l’eliminazione di dazi fino al 50%. Resteranno tuttavia esclusi dalla liberalizzazione alcuni settori agricoli europei considerati sensibili. Prodotti come la carne bovina e avicola, il riso e lo zucchero continueranno a essere soggetti alle norme dell’UE in materia di salute e sicurezza alimentare.

Parallelamente, Unione europea e India stanno negoziando un accordo autonomo sulle indicazioni geografiche (IG), volto a tutelare i prodotti agricoli tradizionali europei sul mercato indiano e a contrastare la concorrenza sleale.

L’accordo include anche tutte una serie di norme volte a garantire la protezione dell’ambiente e ad affrontare i cambiamenti climatici. Tra le principali misure oggetto di negoziati vi è la tutela dei diritti dei lavoratori e l’istituzione di una piattaforma per il dialogo e la cooperazione sulle questioni ambientali e climatiche legate al commercio.

L’accordo prevede, infine, un elevato livello di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, includendo il diritto d’autore, i marchi, i disegni, i modelli e i segreti commerciali. Basandosi sui principali trattati internazionali in materia, l’intesa contribuirà ad avvicinare i sistemi normativi dell’Unione europea e dell’India in tema di proprietà intellettuale, semplificando le attività di scambio e di investimento per le imprese che fanno affidamento su tali diritti nei rispettivi mercati.

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